Stavolta il mercato rossoblù guarda al futuro, e lo fa due volte nel giro di ventiquattro ore. Il 13 e il 14 luglio L’Aquila 1927 ha annunciato gli ingaggi di Jacopo Binotto, centrocampista classe 2007 prelevato dal Vicenza, e di Nicola Sforza, centrocampista classe 2006 in arrivo dall’Orvietana. Sono il terzo e il quarto volto nuovo dell’estate per il centrocampo dopo Mirko Gori e Simone Campagna: nessun reparto è stato rinnovato così a fondo. Stavolta, però, la direzione è un’altra — dopo tanta esperienza, la linea verde: due ragazzi giovani ma con diversi minuti già nelle gambe, per rinforzare la squadra di oggi e insieme costruire quella di domani.
Jacopo Binotto: tenacia e sostanza dal vivaio del Vicenza
Il comunicato ufficiale lo descrive come una mezzala dinamica, le cui caratteristiche raccontano di tenacia e sostanza in mezzo al campo. Identikit essenziale, ma il curriculum aggiunge parecchio: Binotto arriva dal settore giovanile del Vicenza, dove ha disputato due stagioni da titolare in Primavera 2 — l’ultima chiusa con 29 presenze e una rete — ed è stato frequentemente aggregato alla prima squadra, fino all’esordio tra i professionisti in Coppa Italia di Serie C nella scorsa stagione.
Nato il 23 marzo 2007, diciannove anni, piede destro, Binotto affronta quindi la sua prima vera stagione tra i grandi: la Serie D per lui è una novità assoluta, anche se l’aria del professionismo l’ha già respirata. Chi l’ha seguito nel vivaio biancorosso gli riconosce soprattutto doti fisiche importanti, e Transfermarkt lo registra anche come terzino su entrambe le fasce — un’opzione in più a disposizione dello staff.
Nicola Sforza: corsa e intelligenza, e una Serie D che conosce già
Ventiquattro ore dopo, il secondo annuncio. Anche per Sforza il comunicato parla di mezzala dinamica, con buona capacità di lettura delle situazioni di gioco, capace di abbinare corsa, intelligenza tattica ed efficacia nella conclusione. Piede destro, classe 2006, e una storia che parte da lontano — anzi, da piccolo: Onano, borgo dell’Alta Tuscia al confine tra Lazio e Umbria, il vivaio della Viterbese a quindici anni, poi l’Orvietana, che lo nota durante un allenamento estivo e lo porta subito in prima squadra.
Ed è qui che il suo percorso si distingue da quello del compagno di reparto under: mentre Binotto la Serie D la scopre adesso, Sforza ci ha già giocato tre stagioni. L’esordio in Serie D nel 2023/24 (5 presenze), poi due campionati da protagonista con 51 presenze e 2 reti: in totale fanno 56 partite in categoria, a soli vent’anni. Chi l’ha visto crescere da vicino racconta un tocco elegante, un tiro forte e preciso e un carattere riservato e determinato.
Quanto spazio in mezzo al campo?
Resta da capire quanto e come li vedremo in campo. A centrocampo, la gerarchia parte da Gori e Campagna, arrivati per fare i titolari, ma i due si giocheranno spazio e minuti fin da subito, una scelta ibrida tra esperienza e gioventù potrebbe essere la soluzione: il ritiro sarà la prima occasione per capire a che punto sono, poi la parola passerà alle scelte di mister Andreucci.
Nel frattempo, quel che è certo: arrivano a L’Aquila due mezzali di vent’anni o giù di lì, uno cresciuto fino alla soglia della prima squadra di un club professionistico, l’altro con tre stagioni di Serie D già sulle spalle. Il presente si è costruito con l’esperienza, ma questi due annunci dicono che si pensa anche a dopodomani.
Benvenuti in rossoblù, Jacopo e Nicola!
Grazie per aver letto fin qui. Ci ritroviamo alla prossima uscita.
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